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Introduzione a Miao, giornalino di storie mute e attività per bambini




Nell'aprile 1965 esce nelle edicole il primo numero di Miao, un giornalino composto di brevi storie mute e di pagine di attività e destinato ai bambini dell'età prescolare e del primo ciclo scolastico. Il fascicoletto, dal costo di lire 120, si presenta come un mensile di ventiquattro pagine (più quattro di copertina) che si sviluppano in senso orizzontale, nel formato 23,8 x 13,4 cm. Periodicità e numero di pagine sono tuttavia destinate a cambiare molto presto: grazie al grande successo di vendite, fin dal numero 4 le uscite diventano quattrodicinali, mentre dal numero successivo, il 5, le pagine passano a trentadue. 

Una delle caratteristiche di questo periodico per l'infanzia, ben nota a chiunque lo abbia conosciuto, era di essere una pubblicazione in cui le pagine da ritagliare, a differenza del similare Michelino,  non erano riunite in un inserto centrale staccabile ma bensì sparse per tutto il fascicolo, che perciò finiva di norma distrutto. E' anche a questo che si deve la sua attuale relativa difficoltà di reperimento sul mercato dell'usato, sebbene fosse in realtà contemplata la possibilità di salvare le storielle dei vari personaggi, grazie alla calcolata distribuzione nell'albo delle parti da ritagliare. Anche così, però, delle trentadue pagine interne se ne salvavano in genere meno della metà. Io personalmente, da piccolo amavo destreggiarmi con carta, forbici e colla, e una volta che avevo ritagliato tutto il ritagliabile e costruito tutto il costruibile, gettavo via il resto del giornalino, e credo che la maggioranza dei bambini della mia generazione abbia fatto lo stesso. Vige in ogni caso anche qui la regola dell'eccezione, grazie alla quale ho avuto la possibilità di mettere le mani, in due differenti occasioni, su piccoli stock di albi integri, con la sola eccezione di un paio di numeri mancanti di una pagina. Perfino il mini inserto centrale staccabile di quattro pagine, di cui teoricamente gli adulti avrebbero dovuto impossessarsi prima di affidare l'albo alle cure dei loro pargoli, era al suo posto in ogni numero.

Le pagine si dividevano, come ho detto, tra quelle riservate alle storie e quelle riservate alle attività, a loro volta quest'ultime divise tra pagine da disegnare e/o colorare e pagine da ritagliare e/o incollare, a seconda se sull'altra facciata della pagina era o no presente l'inizio o la fine di una delle storie. Di queste ultime, i principali protagonisti e i loro autori erano negli anni sessanta:
  • Il Gatto, di Luigi Roveri. In qualità di titolare della testata, era l'unico personaggio a comparire in ogni albo, in genere ogni volta nelle tre pagine di apertura. Era inoltre l'unico personaggio negativo del giornalino: prepotente e dispettoso, finiva regolarmente vittima delle trame che ordiva ai danni del prossimo.

  • La Paperella meccanica, di Giorgio Michelini.

  • Il Clown gonfiabile, o Pupazzo di gomma, di Paolo di Girolamo.

  • Lo Gnomo, di Civo (Silvio Cigerza?).

  • Il Bambino biondo amico degli animali, di cui non sono riuscito a identificare l'autore.

  • La Coccinella, dell'illustratrice cilena Elena Poirer.


Nel prossimo post: La scansione integrale del numero 1 di Miao.

Al seguente indirizzo web è inoltre possibile visionare una galleria di disegni originali:
https://www.comicartfans.com/galleryroom.asp?gsub=19849&page=1&order=Date

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